domenica, 09 luglio 2006
siamo qui per farti sputare sangue
pietosamente noi ti uccidiamo:
anche oggi la tua vita ha fallito l'incarico, colpo a vuoto:
bello mio, porgi le terga alla penetrazione
prostra le tue articolazioni più flessibili
le ossa dure andranno in polvere, come niente.
è un attimo...panneggio di due nei allineati:
mentre indugio con gli occhi sulla tua meravigliosa lettera d'amore
i nomi sono nomi lasciami usare i nomi che sono nomi
e sono nomi
i nomi
sono
tratteggio.
tratteggio con gli occhi alcuni delicati e decisi
segni neri di penna ubriaca
striscia di umore semirappreso,
stella filante vaginale, nostalgia imperitura
nessuna misericordia
calo la mannaia
mercoledì, 05 luglio 2006
(didone è nei guai. di nuovo. mi sa che s'ammazza anche questa volta.
me l'hanno fatta vulnerabile, la gattina si squarcia come niente, povera stella. tu dormi, animale allattato dalle tigri, dormi, tu che puoi.
un, due, tre, budella! salta didone che molto ha amato, una spada è sempre in erezione.)
uno, due, tre...
budella:
didone è nei guai. didone le prende. su tutta la linea.
tre, due uno...
s'ammazza.
***
cazzi giocattolo
e budella di cemento:
le ragazze vogliono ballare.
***
scavo archeologico
tossico rifugio
tempo spellato e stanco rigurgito
è amore
scriteriato
dita che si muovono
stringendo matite colorate
senza dubbio sei bellissima
ma adesso dormi e sogna, stellina,
chiudi gli occhi (stretti!)
mentre il topo affiora tra i liquami
e viene a galla
morto in un attimo di distrazione
non prevista
nè perdonata
poverina, tesoro, tutto quel sangue!
porpora imperlata interno coscia
sullo stomaco e dentro
niente amore nè discernimento
questi uomini come aghi spezzati
attraversano ancora il mio campo visivo
e di nuovo li odio
senza diritto
nè pentimento
tu ora dormi
aratri dissodano donne gravide
giovani senza occhi accolgono
cazzi arcuati e lacrime sostitutive
nelle orbite vuote da sempre:
quello è il tuo ragazzo
e te lo devi scopare
spero senza orgasmo, tesoro.
potendo scegliere, cerca di non venire.
***
esagero, mi dici
poi vai via
quella storia dei ritorni
non l'ho mai capita:
adesso si muore,
preparatevi.
***
è sempre in anelito di allucinazione che muovo per ghermirti
ho in odio chiunque ti tocchi,
con dita di ramo inarcato,
col sesso dei tuoi polpastrelli.
so del tuo corpo goduto:
ho in odio chiunque chi tocchi
***
è a questo punto che didone scoppia a ridere. spero vogliate usarle clemenza, la ragazza è andata. completamente. vi è distanza e scarto, il tempo serra le fila. l'incanto è nell'attimo. ("non me ne parlare! è la storia della mia vita! ti ricordi, amore, dei nostri meravigliosi orgasmi? gli eventi in questione hanno attinenza con la natura aerea del fremito, in opposizione alla tendenza metrica del ricordo. la verità si trova senza dubbio in un'anima e in un corpo, ma è un istante di verità affiorato per via del corpo in quell'istante stesso. so-didone parla, il ventre squarciato-del tuo placido intendimento di suscitare l'orgasmo mediante lavorio interamente codificato. so che lo puoi fare. rido di te, mio dolcissimoo imbecille.
quel corpo, quell'istante, quell'orgasmo.
affioranti dal nulla e nel nulla esauriti all'atto stesso del pensiero. è finita, cucciolo. adesso salta.
una spada è sempre in erezione.")
domenica, 02 luglio 2006
lo so: ero appena partorito a un mondo
dove la dedizione d'un adolescente
-buono come sua madre, improvvido
e animoso, mostruosamente
timido, ignaro d'ogni omertà
che non fosse ideale- era avvilente
segno di scandalo, santità
ridicola. era destinata
a farsi vizio: ché marcisce l'età
la mitezza, e fa, dell'accorato
dono di sè, ossessione(...)
-Pier Paolo Pasolini
giovedì, 15 giugno 2006
porge il pene eretto
in assoluta disperazione
ma non c'è accoglienza
nè dolcezza
che il ragazzo impari
e non dimentichi
di essere in un mondo
di asfalto semidisciolto
ed unghie sporche
che rotoli per aria
e vada in pezzi
la sua delicatezza di ceramica
che potete, se vi pare, vedere
come fosse quello che resta di una tazzina infranta
giovedì, 15 giugno 2006
PORTE APERTE, IN ANTICIPO DI SEQUENZA.
il ragazzo non mi racconta come ha fatto ad arrivare fino a casa mia.
ha una macchia di sperma secco sul maglione nero,
evidente e priva d'imbarazzo.
come un gatto che fissa un paesaggio
per un tempo che pare illimitato
il ragazzo mi guarda
e come un gatto che volta il capo
disinteressato d'un tratto
muove lo sguardo e la testa
escludendomi da quello che vede
e dando parvenza di miraggio
alla mia immaginazione
intorno a come credevo mi osservasse
siamo nello spavento e nel mal di testa
incuneati entro la stessa squallida regione di giorno
che accoglie i nostri corpi
da quando con le ciglia dipinte hai imparato a mentire
da quando mi ha spaccato lo stomaco
imparare come può una fica bagnarsi a comando
e secondo mente igienica accogliere:
il ragazzo si infila una sigaretta in bocca, sussurra le sue memorie e scrosta dal collo
un grumo di sangue secco:
ti racconto una storia, dice. vuoi?
giovedì, 15 giugno 2006
presi a fissare l'incrociarsi delle caviglie
e la serenità allucinata dei grani di piombo
che continuamente riuscivo ad immaginare
ti cadessero dentro la fica aperta, squadernata
tu chi eri?
io non ne ho idea
ma come un idiota preso all'amo dal parossismo degli inchini
costretto in luoghi di pubblica ammistrazione
e caverne e locali doccia bramati come rifugi
conosco una cadenza di articolazioni
dinieghi
preghiere
ed inchieste paranoiche
in cui infilarti come in un nome
come in una rete da pesca
o anche un utero accogliente, perchè no?
eri l'occasione di luce che ci siamo lasciati alle spalle senza accennare l'oblio
eri la fine di un periodo di reclusione
e un carcere duro
eri questa parola
e quella che segue
come anche un corpo
eri un involtino di pelle
che richiudeva come un corsetto
incroci di vene attorcigliate
e terminazioni nervose e sputi e orgasmi
quando presi a fissare la stoffa che si illudeva di coprirti
ero già un nome, una rete da pesca, un inchino fuori tempo
e niente di quello che stai pensando
mercoledì, 14 giugno 2006
contorto
stupido
amore
in desiderio
in ostensione
in odiosa mancanza
del corpo santificato di voglia
versata come inchiostro rosso
in tutte queste notti
tutte queste ore
le nere fruste del buio
hanno sempre superfici
su cui abbattersi
fregandosene del cuore
delle libellule
e del sacrificio di cristo
rimani sveglio
anche questo nero
lo attraversi
occhi aperti
giocando con le dita
sporcandoti le mani
filando bave immaginarie d'amante-femmina
fuori da labbra appena dischiuse
l'erosione procede ininterrotta
nello stomaco esposto
squarciato e vibrante
di contorto stupido amore
sono solo una bestia elastica
appostata
in attesa che tu ti avvicini abbastanza
scopiamo?